Il copia-e-incolla di frammenti di film horror, un metodo ispirato alla residenza di Teodora Grano „Grindhouse: Cosa sanno i film horror di noi?“, propone un’estetica che incorpora i materiali raccolti dal Tatami Talk “Perché abbiamo tutti così tanta fretta?” tenutosi nel festival Dark MatterS. Sotto forma di dialogo orizzontale, gli adolescenti, influenzati dal ritmo della società della performance e dalla stanchezza all’interno del loro sistema scolastico, hanno invitato gli adulti a prendersi una pausa e a discutere del senso di questa frenesia.
Prendendo spunto dal genere horror come specchio degli incubi collettivi, delle ansie sociali e delle paure più profonde della nostra cultura, la seguente documentazione rielabora le riflessioni emerse durante il talk in una sceneggiatura horror, dove l’incessante movimento della società contemporanea si trasforma in una fuga da ciò che non vogliamo affrontare.

Perché abbiamo tutti così tanta fretta?
Quali sono i mostri che ci inseguono?
Cosa succede davvero se non rispettiamo una scadenza?


FADE IN:
INT. SPAZIO VUOTO – TEMPO SOSPESO
Un gruppo di persone immerse in una luce soffusa. L’aria vibra di pensieri sospesi. Ognuno parla, come se rispondessero a una domanda invisibile.
PERSONA 1: Perché abbiamo tutti così tanta fretta?
PERSONA 2: Perché non vogliamo perdere tempo. Il tempo è un bene prezioso.
PERSONA 3: Perché ci sono troppe cose “interessanti”… come scegliere a cosa dedicarsi?
PERSONA 4: Perché abbiamo perso la capacità di annoiarci.
PERSONA 5: Perché tutto questo affanno?
PERSONA 6: Perché vai di fretta? Se ti serve, io ti aspetto. Si perde chi non si ferma ad osservare. È solo la cecità che ti spinge a scappare.
PERSONA 7: Perché abbiamo la percezione di avere poco tempo—dedichiamo molto tempo a quello che dobbiamo fare.
(Una risata sommessa. Altri si avvicinano.)
PERSONA 8: Perché correndo ci illudiamo tutti di sfuggire alla morte.
PERSONA 9: Frenesia.
PERSONA 10: Troppe cose da fare in poco tempo.
PERSONA 11: Stress.
PERSONA 12: Perché siamo sempre troppo sotto pressione.
PERSONA 13: Perché i ritmi di lavoro lo richiedono.
PERSONA 14: Perché l’ansia ci domina e ci suggerisce che il mondo non aspetta.
PERSONA 15: Perché non siamo capaci di ascoltare i nostri pensieri nel silenzio.
PERSONA 16: Per non essere travolti dall’horror in cui il tempo lento ci butta.
(Un lungo respiro collettivo. Sguardi scambiati.)
PERSONA 17: Cosa posso tralasciare e cosa ha priorità?
PERSONA 18: Perché pensiamo che debba essere fatto tutto subito? E se decidessimo che i piani stabiliti possano essere realizzati senza un tempo definito? Se le pause fossero naturali come il respiro?
(Un lieve brusio di approvazione. Un’altra voce emerge.)
PERSONA 19: Perché ci sono tanti input, col desiderio di vivere tutto!
PERSONA 20: Perché c’è paura di avere poco tempo o di non vivere abbastanza esperienze.
PERSONA 21: Perché bisogna essere informati su tutto ma senza sembrare saccenti.
PERSONA 22: Perché devi fare più esperienze possibili, altrimenti cosa stai facendo della tua vita?
PERSONA 23: Perché il tempo in cui non fai nulla è considerato sprecato, e quindi ci riempiamo di cose da fare per non pensare a chi siamo davvero.
(Un rumore di passi. Qualcuno lascia la stanza.)
PERSONA 24: Perché hanno diviso la nostra vita in tappe.
PERSONA 25: Perché ci chiedono: Dove ti vedi a trent’anni? E a quaranta? Cosa vuoi fare da grande? E poi ci dicono: “Non avere fretta.” Io ho paura del tempo che passa, ma ho fretta di trovare il mio posto.
(Un silenzio denso. Un ticchettio, come un orologio lontano.)
PERSONA 26: Perché noi europei abbiamo inventato l’ora, ma non abbiamo mai il tempo.
PERSONA 27: Perché devi uscire a ballare, ma anche prenderti del tempo per te.
PERSONA 28: Perché dobbiamo tenere in equilibrio tanto… troppo…
PERSONA 29: Perché la società di oggi lo impone.
(Un fruscio di stoffa. Qualcuno si alza. Una voce gentile)
PERSONA 30: Oh, oh, fermati! Fai un bel respiro. L’unico a correrti dietro sei tu.
(La tensione si scioglie appena. Un ultimo pensiero.)
PERSONA 31: Questa perenne ansia ce l’ha messa il consumismo, che ci vuole sempre perfetti, efficienti e nel minor tempo possibile.
PERSONA 32: Perché lo standard che viene richiesto a ognuno di noi è troppo alto.
PERSONA 33: Perché ci illude che fare sia più semplice di stare.
PERSONA 34: Perché a volte quello che mi guida e orienta i miei comportamenti è una memoria, un’abitudine, che mi ha abitato in momenti in cui non mi era permesso riposare.
PERSONA 35: Perché le pressioni esterne diventano interne e si trasformano in abitudine.
FADE OUT.

Il testo è una rielaborazione delle riflessioni emerse durante il talk Tatami “Perché abbiamo tutti così tanta fretta?“, tenutosi alla Lavanderia a Vapore il 16 febbraio 2025.
L’estetica horror fa riferimento alla residenza e alla performance di Teodora Grano „Grindhouse: Cosa sanno i film horror di noi?“, svoltasi alla Lavanderia tra il 2 e il 16 febbraio 2025.
Il video è montato da Kadri Sirel, utilizzando clip tratte dai seguenti film:
Psycho (1960) di Alfred Hitchcock, Suspiria (1977) di Dario Argento, Phenomena (1985) di Dario Argento, The Exorcist (1973) di William Friedkin, Carrie (1976) di Brian De Palma, Wolfman (1941) di George Waggner, Nosferatu (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau.